30 NOVEMBRE 2022
Pubblicato da GRUPPO CIDIMU

Dr. Andrea Valli

Tutto quello che bisogna sapere sui rischi delľesposizione ai raggi ultravioletti.

Le radiazioni ultraviolette che provengono dal sole sono invisibili ma dotate di una grande energia. Più del 99% di esse è assorbito dalle strutture anteriori delľocchio, ma una piccola parte raggiunge la retina. Le radiazioni ultraviolette presenti nella luce del sole non sono utili alla visione. Ci sono buone ragioni scientifiche per affermare che il loro assorbimento da parte degli occhi può contribuire alľinvecchiamento delľocchio e a determinare seri danni alla vista. La protezione può consistere in semplici, sicuri e poco costosi metodi come indossare un cappello o usare degli occhiali che assorbono le radiazioni ultraviolette.

La radiazione ultravioletta presente nella luce del sole viene comunemente divisa in due componenti: la componente UV-B rappresenta la radiazione a più corta lunghezza ďonda (da 280 a 315 nanometri), che può provocare scottature e predisporre al rischio di cancro, e la componente UV-A (da 315 a 400 nanometri) che causa ľabbronzatura ma può anche contribuire alľinvecchiamento e al cancro della pelle.

Le indagini cliniche e gli studi sperimentali dimostrano che la componente UV-B è più dannosa, probabilmente perché possiede un’energia più alta. La maggior parte degli UV-B viene assorbita dalla cornea e dalle lenti delľocchio; perciò può provocare danni a questi tessuti ma non alla retina. (Che può essere comunque danneggiata se esposta agli UV-B). Gli UV-A hanno un’energia più bassa, ma penetrano più in profondità nelľocchio e possono nuocere.

La luce del sole contiene molti più UV-A che UV-B. Né gli UV-B né gli UV-A hanno mostrato di essere benefici per gli occhi e nessuno dei due contribuisce alla visione. Una protezione ottimale dal sole dovrebbe proteggere da entrambi i tipi di radiazioni ultraviolette. La radiazione ultravioletta può giocare un ruolo decisivo nello sviluppo di vari disturbi oculari inclusa la cataratta, lo pterigio, il cancro della pelle attorno alľocchio, la fotocheratite e i processi degenerativi della cornea e può contribuire allo sviluppo della degenerazione maculare.

Studi di laboratorio hanno indicato le radiazioni ultraviolette come fattore che può indurre lo sviluppo della cataratta. Inoltre, studi epidemiologici hanno dimostrato che certi tipi di cataratta sono associati a storie di alta esposizione ai raggi UV e soprattutto agli UV-B.

La degenerazione maculare è la maggior causa di riduzione della visione nella popolazione oltre i 55 anni.
Dato che ľesposizione ai raggi UV e ad un’intensa radiazione visibile blu/violetto in laboratorio si è rivelata dannosa per il tessuto retinico, gli scienziati hanno ipotizzato che gli UV o ľintensa esposizione a luce blu/violetto possano contribuire ai processi di invecchiamento nella retina.

Lo pterigio
è un ingrossamento del tessuto nel bianco delľocchio che può estendersi fino alla cornea e bloccare la visione. Si riscontra molto più comunemente nella gente che lavora alľaperto nel sole e nel vento, e la sua prevalenza è legata alľammontare delľesposizione agli UV. Può essere rimosso chirurgicamente, ma spesso si ripresenta e può causare problemi estetici e perdita visiva se non trattato. Ľeccessiva esposizione agli UV è notoriamente responsabile di predisporre al cancro della pelle, incluse le palpebre e la pelle del viso. I bambini non sono immuni dal rischio del danneggiamento oculare da parte delle radiazioni UV. Essi generalmente passano più tempo fuori alla luce del sole rispetto agli adulti.

I danni della luce solare a carico delľocchio possono essere cumulativi e possono aumentare il rischio di sviluppare un disturbo oculare nel tempo. É prudente proteggere gli occhi dei bambini dalle radiazioni ultraviolette facendo loro indossare un cappello o degli occhiali da sole. Gli occhiali da sole per bambini possono avere lenti in plastica piuttosto che in vetro per aumentare ľimpatto della protezione.

Come proteggersi?

I raggi ultravioletti raggiungono gli occhi non solo direttamente dal sole o dal cielo, ma anche attraverso la riflessione del suolo, delľacqua, della neve, della sabbia e di tutte le altre superfici riflettenti. La protezione ottimale si può ottenere usando in ogni caso un cappello o un berretto, che possono bloccare fino al 50% della radiazione, e degli occhiali che assorbono gli UV. Gli occhiali da sole possono arrivare a filtrare il 99-100% delle radiazioni; conviene pertanto acquistarne un paio che abbia lenti di qualità e non pezzi di plastica colorata, che oltretutto deformano le immagini. Il prezzo non è un indicatore fondamentale: ci sono in commercio ottimi occhiali da sole, di marca conosciuta, alla portata di tutti mentre il colore ideale delle lenti è il grigio perché non altera i colori.