17 NOVEMBRE 2019
Pubblicato da GRUPPO CIDIMU

Dr.ssa E. Viora; Prof. M. Campogrande

È indispensabile che la donna in gravidanza consulti sempre il medico o ľostetrica prima di prendere qualsiasi medicina.

Molti farmaci hanno effetti collaterali potenzialmente dannosi durante la gravidanza, ma i loro benefici superano i rischi per cui sono consigliati anche durante la gravidanza; altri sono sicuri e di altri sono poco conosciuti gli effetti sulla gravidanza e/o sul feto.

È perciò indispensabile che la donna si consulti sempre con il medico o ľostetrica prima di prendere qualunque medicina, anche quelle che non richiedono la prescrizione medica. Deve essere sottolineato il fatto che nessun farmaco provoca danni nel 100% dei casi, ma sempre in una percentuale che, seppure bassa (in genere meno del 50%), è superiore a quanto osservato nei bambini le cui madri non hanno assunto alcun farmaco.
È opportuno conoscere i potenziali effetti del farmaco per poter ricercare (o escludere) la presenza della malformazione o del danno.

Di seguito sono elencati alcuni farmaci che devono essere utilizzati con cautela, sotto controllo medico, oppure essere evitati:

  • Isotretinoina (derivato della vitamina A): è utilizzato per la cura delľacne. Può causare malformazioni (cardiopatie, ipoplasia della mandibola, palatoschisi, anomalie del cranio e della faccia) in 1 su 4 dei bambini le cui madri hanno assunto tale farmaco durante la gravidanza. Il rischio è presente per tutta la durata di assunzione del farmaco e per un mese dopo.
  • Etretinonato (derivato della vitamina A): è utilizzato per la cura della psoriasi. Può provocare gli stessi danni delľisotretinoina. Il rischio dura per 6-12 mesi dopo la fine della cura.
  • Iperdosaggio di vitamina A. Si consiglia di non prendere più di 8.000 UI al giorno di vitamina A. I danni sono simili a quelli provocati dalla isotretinoina anche se in una percentuale di casi probabilmente più bassa, ma non del tutto conosciuta.
  • Fenitoina ed idantoina: sono utilizzati per prevenire la comparsa di crisi epilettiche. Possono causare malformazioni del cuore e della faccia, ritardo mentale.
  • Acido valproico: viene utilizzato dalle donne epilettiche. Può causare spina bifida nelľ1-2% dei bambini esposti al farmaco durante la gravidanza.
  • Carbamazepina: viene usato nelle donne epilettiche o nella terapia di cefalea resistente ad altri farmaci. Può essere causa di diverse malformazioni, fra cui la spina bifida (0,5-1%).
  • Ergotamina e metisergide: sono usati per la cefalea. Aumentano il rischio di parto prematuro.
  • Aspirina, ibuprofene e altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS): interferiscono con la coagulazione del sangue ed aumentano il rischio di emorragie sia per la mamma che per il bambino. Verso il termine della gravidanza possono provocare una produzione ridotta degli ormoni che stimolano il travaglio di parto con conseguente prolungamento della gravidanza oppure maggiore durata del travaglio. Ľaspirina a basse dosi (Aspirinetta) è usata per la prevenzione di malattie su base autoimmune e della pre-eclampsia in donne a rischio, senza alcun danno (anzi come terapia) per la gravidanza.
  • Anticoagulanti dicumarinici (warfarin e derivati): sono usati nel trattamento di malattie cardiache e vascolari per prolungare il tempo di coagulazione. Se assunti nella prima parte della gravidanza possono provocare malformazioni della faccia e ritardo mentale nel 10-20% dei casi, se assunti verso il termine possono aumentare il rischio di emorragie.
  • Litio carbonato: è un farmaco utilizzato per le sindromi maniaco-depressive. Può provocare malattie congenite del cuore in circa 8% dei casi (e 2-3% per una cardiopatia specifica che è la sindrome di Ebstein). In caso di assunzione è consigliata ľecocardiografia fetale.
  • Ormoni ad azione androgena (progestinici e androgeni): se assunti durante la gravidanza con feto di sesso femminile possono provocare una "virilizzazione" con aumento delle dimensioni del clitoride e/o fusione della grandi labbra. Gli effetti sembrano correlati sia alla dose (più è alta, più è evidente la mascolinizzazione) sia al tipo di ormone, sia al periodo della gravidanza in cui sono somministrati (la fusione delle labbra si verifica solo se la medicina è stata presa prima della 13^ settimana, mentre ľipertrofia del clitoride si può manifestare a qualunque epoca). Il rischio è più alto per il noretindrone (18%), basso per il progesterone e derivati (circa 1%).
  • Metimazolo: è un farmaco anti-tiroideo. Può provocare lesioni al cuoio capelluto in circa 1% dei casi.
  • Streptomicina e Kanamicina: sono antibiotici usati nella terapia della tubercolosi. Possono provocare sordità nel 6-8% dei bambini le cui madri hanno preso questa medicina durante la gravidanza.
  • Aminopterina: è un farmaco che viene usato in chemioterapia. Può causare nel 33-45% dei casi malformazioni varie (sindrome da aminopterina) che interessano il sistema nervoso centrale, la faccia, ľorecchio e le mani.
  • Penicillamina: è un farmaco utilizzato per la sindrome di Wilson, artrite reumatoide ed altre malattie autoimmuni. Può provocare una lassità cutanea (cutis laxa) in meno delľ1% dei casi.
  • Tetracicline: sono antibiotici usati per vari tipi di infezione, attualmente poco utilizzati. Possono provocare un’alterazione della colorazione dei denti.
  • Talidomide: è un farmaco che veniva usato (ora non è più in commercio) per curare la nausea. Provocava malformazioni agli arti (focomelia) nel 30-50% dei casi.
  • Diestilstilbestrolo (DES): è stato utilizzato fra il 1938 ed il 1971 per prevenire ľaborto spontaneo. Se il feto era maschio poteva causare un rischio aumentato di cisti del testicolo; se il feto era femmina aumentava il rischio di carcinoma della vagina (tumore molto raro) per cui sono consigliati controlli periodici, dalla pubertà in poi, alle donne la cui madri hanno assunto questo farmaco durante la gravidanza.

Si ricorda che il paracetamolo è il farmaco da utilizzare come prima scelta in caso di febbre, cefalea, dolori articolari ecc. durante la gravidanza.