27 SETTEMBRE 2020
Pubblicato da GRUPPO CIDIMU

Prof. Franco Buttafarro

Premessa

La melanina è responsabile dei cinque colori base della cute normale: nero, bruno, rosso, giallo e bianco (in assenza di pigmento). Esistono due tipi di melanine, le eumelanine che sono nere e brune e le feomelanine che sono gialle e rosso-brune. Le varie melanine concorrono a determinare il colore della cute. Tuttavia anche ľemoglobina ed i carotenoidi contribuiscono al tono cutaneo.

La pigmentazione melanica può essere costituzionale, ossia determinata geneticamente, ma anche facoltativa, indotta dalľesposizione solare.

Le ipermelanosi o macchie della cute possono essere epidermiche (superficiali) oppure dermo-epidermiche e dermiche (più profonde) e dipendere sia dalľaumento di melanina, sia dalľaumento dei melanociti. Si distinguono inoltre in congenite ed acquisite.

Le pigmentazioni congenite sono presenti alla nascita (varie tipologie di nevi, chiazze caffè-latte, angiomi) oppure possono essere acquisite, come le macchie solari, senili, ormonali.

Esistono poi le così dette pigmentazioni volontarie (tatuaggi amatoriali, professionali, cosmetici) ed involontarie (tatuaggi da trauma o da sostanze estranee).

Trattamento
Per il trattamento delle varie ipermelanosi e dei tatuaggi si possono utilizzare varie metodiche in funzione del tipo e delľorigine della ipermelanosi stessa. Fondamentalmente si utilizzano la dermoabrasione superficiale o vari tipi di laser, a seconda del tipo di macchia. Da non dimenticare anche i peeling depigmentanti e la crioterapia che in alcuni casi possono essere utili.

La dermoabrasione superficiale è indicata nelle iperpigmentazioni superficiali ma è fortemente operatore dipendente, nel senso che i parametri di trattamento dipendono dal grado di formazione e di sensibilità delľoperatore. Anche i peeling possono essere usati con un certo successo ma necessitano di sedute multiple ed anche dalla scelta di preparazione idonee allo scopo. La crioterapia è ancora in uso ma il suo uso è limitato a professionisti in grado di valutare attentamente la possibilità di ipocromie ed esiti cicatriziali.

Oggi le varie strumentazioni laser la fanno da padrone nel trattamento di questi inestetismi. Tuttavia bisogna sempre valutare e proporre le possibili alternative, scegliere il laser adatto e non adattare il laser, valutare il paziente e le sue aspettative. Inoltre bisogna escludere soggetti abbronzati, fototipi alti, pazienti che utilizzano autoabbronzanti. Eventualmente è indicato fare un test su di una piccola area per valutare quale potrà essere il risultato finale.

I vari tipi di laser dunque potranno dare un’ulteriore risposta alle pressanti richieste dei nostri pazienti, per il trattamento delle lesioni pigmentate e dei tatuaggi del corpo e del volto. I laser ablativi, rappresentati dal CO2 e dalľEr-Yag sono utili e spesso ottimi nella laser abrasione di lesioni pigmentate, anche se la generazione dei laser Q-switched ha ormai preso piede nel trattamento delle ipermelanosi e dei tatuaggi.

Molte metodiche sono state utilizzate in passato (salabrasione, exeresi chirurgica, curettage, dermoabrasione, laser ablativi) e purtroppo anche al presente. Ľavvento dei laser Q-switched, che utilizzano impulsi ultraveloci, delľordine dei nanosecondi unite alle alte energie, ha permesso di trattare i tatuaggi indesiderati in modo efficace. I laser QS presenti sul mercato sono essenzialmente quattro: QS Nd-Yag duplicato (1064 – 532), QS Rubino (694), QS Alessandrite (755), QS Nd-Yag (1064).

Indicazioni
Per i tatuaggi neri, blu, azzurri i laser di scelta sono il Nd-Yag duplicato e ľAlessandrite. Per i tatuaggi rossi il laser di scelta è il Nd-Yag duplicato a 532. I tatuaggi multicolori sono difficili da trattare.

I tatuaggi bianchi o marroni (trucco) contengono ferro e ossido di titanio e si possono scurire dopo il primo irraggiamento, ma continuando con le applicazioni anch’essi potranno essere eliminati.

I tatuaggi professionali necessitano di un maggior numero di sedute, mentre i tatuaggi più vecchi sono più facili da eliminare perchè già digeriti in parte.

Coloro che hanno avuto una reazione al pigmento possono avere una ripresa della sintomatologia precedente. Trattamenti già eseguiti, specie con altre metodiche non valide, possono dare fibrosi e quindi difficoltà alľeliminazione. I fototipi alti possono sviluppare una certa ipopigmentazione o anche un’iperpigmentazione post infiammatoria che si eliminerà nel tempo.

Per quanto riguarda ľuso dei laser QS nelle ipermelanosi, solitamente usiamo il laser Q-switced duplicato a 532 che ci permette risultati soddisfacenti e sicuri, grazie alľinterferenza della lunghezza ďonda 532 con la melanina che è un bersaglio preferenziale rispetto alla cute sana.