21 AGOSTO 2019
Pubblicato da GRUPPO CIDIMU

Dr. Carlo Bima

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) rappresenta una patologia digestiva di elevato interesse in relazione ad una aumentata prevalenza negli ultimi decenni e alla potenziale correlazione a complicanze croniche. Secondo la classificazione di Montreal la malattia da reflusso gastroesofageo è una condizione che si sviluppa quando il reflusso del contenuto gastrico determina sintomi e complicanze.
La MRGE comprende un gruppo eterogeneo di manifestazioni cliniche che comprendono sintomi tipici, atipici e complicanze.

I sintomi tipici sono rigurgito e pirosi; possono associarsi ad esofagite erosiva o manifestarsi senza segni di esofagite (NERD).
Le manifestazioni atipiche sono: dolore toracico non cardiaco, asma e tosse cronica, sintomi ORL come laringite da reflusso, disturbi delľorecchio e manifestazioni del cavo orale. Nei disturbi atipici vanno considerati anche i disturbi del sonno: si è vista una correlazione tra Apnee notturne (OSA) e reflusso acido.
Le complicanze comprendono ľEsofagite ulcerativa, la Stenosi, ľesofago di Barrett (EB) e ľAdenocarcinoma esofageo.

Nella pratica clinica ľesofagite si manifesta con sintomi da reflusso tipici in meno del meno del 50% e non è possibile stabilire la presenza o la gravità di una esofagite sulla base del sintomo pirosi.
Ľernia iatale presenta una significativa associazione con i sintomi da reflusso e con ľesofagite rappresentando un fattore predisponente per forme severe di MRGE
Particolare complicanza è ľesofago di Barrett, che rappresenta una condizione di precancerosi, riconoscibile endoscopicamente come tratto di mucosa color salmone in circa il 10% dei pazienti con MRGE. La presenza di sintomi e loro gravità non è utile in questi pazienti per predire ľEB, essendo asintomatici in una sensibile percentuale di casi
La patogenesi della MRGE è da ricondurre ad uno squilibrio tra fattori aggressivi esterni, dieta, fumo, farmaci e interni come fattori gastrici determinanti acidità, reflusso biliare, alterazioni di svuotamento e fattori difensivi di cui il prevalente è la competenza dello sfintere esofageo inferiore.
Fra i test diagnostici si considera la manometria e la pH metria oggi affiancate da altre metodiche quali la phimpedenziometria e la Manometria ad alta risoluzione.
Ľindicazione alľesame endoscopico (EGDscopia) trova applicazione nella diagnosi per la valutazione di un danno esofageo e nel follow up dei pazienti con MRGE.

La terapia comprende la terapia farmacologica e la terapia chirurgica. Obiettivi terapeutici sono il controllo dei sintomi, la guarigione delle lesioni endoscopiche, la prevenzione delle recidive e delle complicanze.
Gli inibitori di pompa protonica (PPI) sono efficaci nel trattamento della MRGE , favorendo la scomparsa di pirosi sia nella malattia erosiva con esofagite che nella forma non erosiva (NERD). La MRGE necessita spesso di una terapia di mantenimento nella prevenzione di recidive, in particolare nei pazienti con esofagite e nel controllo della sintomatologia nei pazienti con sintomi atipici.
La terapia chirurgica è rappresentata dall’intervento di Funduplicatio sec. Nissen eseguito per via laparoscopica. La sua indicazione si riserva a pazienti con rigurgito intrattabile, con sintomi atipici , con refrattarietà alla terapia medica, in alternativa a un trattamento medico definitivo e in caso di voluminosa ernia iatale
Dopo ľintervento è comunque indicato il follow up per la diagnosi precoce di recidiva di malattia e in particolare qualora sia presente un esofago di Barrett.