21 GENNAIO 2020
Pubblicato da GRUPPO CIDIMU

Dr. Francesco Zappia

Quanto più è precoce tanto più si riducono i rischi della neoplasia.

Il tumore prostatico è il più frequente nelľuomo e la sua prevalenza supera quella del tumore polmonare.

La prostata è una ghiandola fibro-muscolare a forma di castagna capovolta, posta sotto la vescica, delle dimensioni di circa 3,5-4 cm; la sua principale funzione è quella di produrre parte dello sperma. Durante ľorgasmo la componente muscolare si contrae e spinge lo sperma nelľuretra insieme agli spermatozoi prodotti dai testicoli.
Le dimensioni, il volume e la struttura della prostata variano con ľetà. Verso i 45 anni le cellule prostatiche più vicine alľuretra, condotto che permette il passaggio delľurina e dello sperma alľesterno, cominciano a crescere determinando la cosiddetta ipertrofia prostatica benigna (IPB), caratterizzata da aumento volumetrico della ghiandola con restringimento del lume uretrale. Alcuni studi riportano che negli USA ogni tre minuti viene diagnosticato un caso di cancro alla prostata e che ogni 15 minuti un uomo ne muore. Si può dire che il carcinoma prostatico è in aumento mentre il tasso di mortalità di altre forme di carcinoma è in decremento.

Le cause che possono predisporre alľinsorgenza del carcinoma sono molteplici:
• squilibri ormonali
• età avanzata
• ambiente
• famigliarità
• predisposizione genetica
• tipo di occupazione
• fumo

Diagnosticare precocemente il tumore è di fondamentale importanza poiché i sintomi dello stesso compaiono solo in fase tardiva; con una diagnosi precoce gli urologi possono rallentare lo sviluppo della neoplasia o addirittura guarirla.

Quattro sono i passaggi fondamentali per la diagnosi di carcinoma prostatico:
1. dosaggio del PSA
2. esplorazione rettale
3. ecografia transrettale
4. biopsia

Dosaggio del PSA Negli anni scorsi il dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico) era valutato per monitorizzare i pazienti con carcinoma prostatico già diagnosticato; oggi si afferma che un elevato livello di PSA nel sangue può indicare la presenza di cancro prostatico. Ľesame non è da solo sufficiente a porre sicura diagnosi in quanto non è cancro-specifico: altre affezioni possono determinare un aumento del tasso di PSA nel sangue quali per esempio ipertrofia prostatica benigna, infezioni, traumi, biopsia. Bisogna inoltre tener conto che alcuni farmaci come la finasteride abbassano i livelli di PSA. Alcuni studi hanno dimostrato che può essere presente il cancro della prostata nel 25% degli uomini con PSA inferiore a 4, nel 25% di coloro che presentano un PSA tra 4 e 10 e nel 65% delle persone il cui valore è superiore a 10.

Esplorazione rettale Data la posizione, la prostata può essere esaminata dallo specialista inserendo un dito nel retto palpando così la porzione posteriore, sede della maggior parte dei tumori.

Ecografia transrettale É la metodica elettiva per la diagnosi di carcinoma prostatico; può essere fastidiosa ma non dolorosa, è di breve durata e fornisce informazioni essenziali. Data la sede profonda, è facilmente visualizzabile con approccio rettale con sonda endocavitaria che permette uno studio anatomico e strutturale dettagliato.
Ľesame viene eseguito generalmente con il paziente in decubito laterale sinistro con ginocchia flesse. Con gli apparecchi di ultima generazione e con sonde adeguate si possono evidenziare tumori anche di pochi millimetri.
Studi statistici hanno rilevato che circa il 70% dei carcinomi sono localizzati nella zona periferica per lo più posteriore e si presentano come aree ipoecogene (scure) rispetto alla restante struttura della ghiandola. Esiste una certa percentuale di carcinomi (25-30%) che hanno una struttura molto simile a quella della prostata (isoecogeni) e che quindi non sono facilmente evidenziabili con la sola ecografia di base. Negli stadi più avanzati le aree di neoplasia tendono ad essere iperecogene (più chiare) rispetto alla ghiandola per verosimile aumento della componente fibrosa.
Parametro importante per ipotizzare la presenza di carcinoma è la dimensione della lesione: se essa ha un diametro compreso tra 1 e 10 millimetri si ha una probabilità di circa il 20% che si tratti di tumore; questa sale al 40% se il diametro è compreso fra 11 e 15 millimetri. Per le lesioni che presentano dimensioni maggiori la probabilità sale alľ80%. Ľecografia permette di valutare ľinteressamento capsulare e/o delle vescicole seminali, importanti elementi prognostici. Nel tentativo di migliorare la sensibilità e la specificità diagnostica delľecografia, ci si è avvalsi delľuso, in questi ultimi anni, del color-power-Doppler, con o senza ľusilio del mezzo di contrasto ultrasonico; tale metodica consente di visualizzare la vascolarizzazione della ghiandola e delle aree sospette. Tale argomento sarà oggetto di successiva trattazione.

Biopsia

La posizione del paziente è la stessa di quella per ľecografia; sotto guida ecografica si può effettuare un prelievo di tessuto prostatico sospetto anche di piccole dimensioni. Attualmente si utilizzano aghi molto sottili ed a scatto che consentono un prelievo più accurato e meno doloroso. Prima del prelievo il paziente deve essere tranquillizzato e sono necessari alcuni provvedimenti quali un controllo dell’emostasi, una profilassi antibiotica e una perfetta toeletta intestinale soprattutto quando si decide di effettuare la biopsia per via transrettale. In ogni caso la sonda deve essere posizionata in modo tale che ľago sia ben visibile in tutto il suo percorso e la sua punta nella zona sospetta. Le complicanze sono rare (non si arriva alľ1% se vengono rispettate le abituali norme igienico-precauzionali) e sono rappresentate da ematomi, reazioni vagali, infezioni, sepsi, rottura delľuretra e fistole artero-venose. La disseminazione tumorale è un evento eccezionale.
L’affidabilità della metodica solitamente supera il 90-95%