Visite ed Esami del Gruppo Cidimu

La qualità delle visite è garantita dalla presenza dei nostri migliori specialisti i quali prendono sempre il tempo di ascoltare accuratamente i pazienti, di capire fino in fondo le loro problematiche e di proporre loro una diagnostica giusta e attenta alle loro esigenze.

Biopsia prostatica con tecnica Fusion

Presso l’Istituto CIDIMU di Torino è ora possibile eseguire biopsie mirate alle aree prostatiche sospette per tumore individuate alla Risonanza Magnetica Multiparametrica mediante una metodica di fusione dell’immagine ecografica e dell’immagine di risonanza magnetica (biopsie prostatiche con tecnica fusion).
Durante l’esecuzione della biopsia di fusione l’immagine ecografica, rilevata con sonda transrettale, viene sovrapposta in tempo reale all’immagine della Risonanza Magnetica consentendo l’identificazione dell’area sospetta ed il prelievo bioptico della stessa.
Questa sovrapposizione viene consentita dal software del sistema ecografico Philips, che si serve di un campo magnetico per tracciare la posizione della sonda ecografica nello spazio, inserendola in una mappa virtuale basata sulle immagini di risonanza magnetica.
La procedura prevede l’esecuzione di 3 biopsie mirate su ciascuna area sospetta segnalata alla risonanza magnetica. Successivamente, in accordo con le Linee Guida Europee di Urologia, viene effettuato il campionamento sistematico della prostata. La procedura viene eseguita previa profilassi antibiotica in anestesia locale, in regime ambulatoriale, ha una durata di circa 30 minuti ed è solitamente ben tollerata.
Gli specialisti urologi dell’Istituto CIDIMU che eseguono tale metodica hanno un’esperienza di esecuzione estremamente ampia di biopsie fusion.

Benefici
• Maggiore sensibilità nell’identificare tumori prostatici clinicamente significativi (“maggiormente aggressivi”).
• Riduzione della diagnosi di tumori clinicamente non significativi (“meno aggressivi”).
• Maggiore accuratezza diagnostica in aree prostatiche non campionate routinariamente, quali la zona anteriore e la zona di transizione.
• Diagnosi più accurata prima di candidare un paziente ad una sorveglianza attiva, riservando sempre più il trattamento chirurgico ai soli pazienti con diagnosi di tumore prostatico clinicamente significativo.Quali pazienti?
• Pazienti con sospetto di neoplasia prostatica, mai sottoposti a biopsia, che abbiano eseguito una Risonanza Magnetica multiparametrica prostatica a scopo diagnostico, risultata positiva per lesioni sospette (con punteggio di PIRADS >=3).
• Pazienti con sospetto persistente di neoplasia prostatica nonostante una pregressa biopsia negativa, che abbiano eseguito una Risonanza Magnetica
multiparametrica prostatica a scopo diagnostico, risultata positiva per lesioni sospette (con punteggio di PIRADS >=3).
• Pazienti candidati alla sorveglianza attiva in seguito a diagnosi di un tumore prostatico localizzato a basso rischio, con Risonanza Magnetica multiparametrica prostatica che indichi la sede della neoplasia.
• È possibile eseguire la biopsia di fusione anche ai pazienti che hanno eseguito la Risonanza Magnetica multiparametrica al di fuori del CIDIMU, a patto che portino con sé un CD (leggibile dal sistema Philips) con le immagini di Risonanza.

Cosa deve fare il paziente?
• Deve assumere una profilassi antibiotica come prescritta dal Medico Curante, tenendo conto delle eventuali allergie.
• Non è necessario il digiuno.
• Deve eseguire un clistere evacuativo per svuotare l’ampolla rettale la mattina della procedura.
• Se il paziente assume antiaggreganti o anticoagulanti, deve segnalarlo al Curante: l’antiaggregante viene sospeso una settimana prima della procedura se non è assolutamente necessario assumerlo. In caso contrario, viene sospeso solamente il giorno della biopsia, con un piccolo aumento del rischio di sanguinamento. La terapia anticoagulante con dicumarolici viene sostituita una settimana prima con
eparina a basso peso molecolare. I nuovi antiaggreganti orali vengono sospesi 24 ore prima della biopsia.
• Al termine della biopsia, il paziente deve attendere in sala d’attesa la ripresa delle minzioni spontanee; a tal fine si domanda di bere mezzo litro d’acqua per favorire la diuresi.

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