26 AGOSTO 2019
Pubblicato da GRUPPO CIDIMU

Ľapproccio internistico alla diagnosi e alla terapia pone particolare attenzione alle correlazioni funzionali tra i differenti organi e apparati.

La Medicina Interna ha una precisa definizione (accademica, scientifica, didattica e assistenziale) espressa nella declaratoria elaborata dal Consiglio Universitario Nazionale (CUN), che delinea i vari settori scientifico-disciplinari (SSD). La specialità di medicina interna è una specializzazione medica che, come le altre specialità, prevede un definito percorso formativo.
La Medicina (e le sue differenti branche specialistiche) ha contenuti imponenti, per quantità e per complessità delle conoscenze scientifiche (sia di base, sia cliniche), che sono in continuo aggiornamento. Con tale premessa, le brevi considerazioni che fanno seguito, inerenti ľapproccio internistico alle differenti patologie, non possono e nemmeno pretendono di essere esaustive. Ma rappresentano una piccola finestra sulla complessità dei fenomeni fisiopatologici che devono essere presi in considerazione quando emerge un disturbo clinico, in una singola persona.
Un determinata malattia altera ľequilibrio ("omeostasi") delľorgano primariamente coinvolto e spesso modifica le funzioni di altri organi o apparati posti a distanza; e talvolta apporta conseguenze sulľ intero organismo. Ciò è ancora più evidente se la persona che si ammala di una nuova patologia è già affetta da altre malattie.
Quando si esaminano i disturbi riferiti a un determinato organo occorre chiedersi quale siano le possibili conseguenze su altri distretti delľorganismo. Contestualmente si deve fare il percorso inverso, vale a dire accertare o escludere la possibile influenza di altri organi e apparati già sede di patologia nota sulla funzione delľorgano che ha richiamato ľattenzione del paziente (e per questo ha riferito al medico nuovi sintomi).
La ricerca delle correlazioni che si instaurano in condizioni di malattia (fisio-patologiche) tra le funzioni di un organo malato e gli altri organi e apparati delľorganismo è una caratteristica della medicina interna. Le correlazioni tra organi e apparati divengono ancora più complesse quando -nella stessa persona- una malattia principale è associata ad altre condizioni patologiche (co-morbilità) o quando sian presenti contemporaneamente più malattie di uguale complessità (multi-morbilità).
Ľapproccio internistico contempla la visione composita e analitica delle condizioni della persona malata, attraverso la ricerca delle correlazioni funzionali e ľinterpretazione delľassetto fisiopatologico che si é instaurato per effetto della malattia. E si propone di giungere ad un inquadramento complessivo e sintetico del paziente, per stabilire le priorità tra le patologie meritevoli di intervento esterno (diagnostico, terapeutico, farmacologico, preventivo, o riabilitativo).
In caso di multi-morbilità, ľintento è quello di stabilire – ispirandosi con rigore scientifico alle regole della metodologia clinica – le priorità con le quali procedere, per ľeventuale approfondimento. Nella presa in carico del malato, ľinternista si propone di formulare quesiti clinici precisi (che siano funzionali alla diagnosi, alla revisione diagnostica, alla terapia) agli specialisti appropriati al singolo caso. Le differenti specialità eventualmente consultate, in virtù della loro elevata competenza specifica e delle procedure di alta tecnologia delle quali sono depositarie, possono rispondere ai quesiti clinici con risposte precise e puntuali che, insieme agli altri elementi già raccolti durante la visita iniziale, consentono al medico internista ľinquadramento complessivo del paziente portatore di pluri- patologie.
Considerazioni simili si potrebbero fare quando siano in atto trattamenti farmacologici plurimi, nei quali un soggetto è esposto alľazione terapeutica di numerosi medicamenti. In questi casi, una particolare attenzione deve essere posta alľattività che un determinato farmaco può avere in relazione alla compresenza di altri medicamenti nelľorganismo della persona malata; ciò consente di limitare i possibili effetti indesiderati connessi alle interazioni tra farmaci.
In sintesi, si esamina un sintomo ďorgano e si pensa anche ad organi lontani. Il sintomo ďorgano può interferire anche con la funzione di altri organi. Per contro, il sintomo ďorgano può derivare o almeno essere modulato da patologie in altri organi. Inoltre, nuovi sintomi possono manifestarsi in pazienti già portatori da multi-morbilità. Si tratta di osservare, raccogliere, ed elaborare elementi clinici e di laboratorio e strumentali. A questo deve far seguito la formulazione di ipotesi diagnostiche verosimili. Che devono essere confermate o escluse, con ľaiuto delle competenze proprie delle varie specialità ďorgano o di apparato, consultando di volta in volta quelle più adeguate alla valutazione del singolo caso clinico.
 
É con questa visione che lo specialista internista affronta il percorso diagnostico in fase di prima diagnosi; e anche in fase di monitoraggio o revisione di quadri clinici già noti (sotto forma di singole patologie o multi-morbilità), quando si voglia definire il grado di scompenso funzionale per eventualmente aggiornare i trattamenti terapeutici.