Il Laser con tecnologia Q switched permette di rimuovere i tatuaggi in maniera efficace. Regolando la frequenza del Laser è possibile agire su diverse colorazioni di pigmenti e a diverse profondità della cute.
Durante il trattamento Laser, la pelle del paziente presenta il caratteristico fenomeno del “frosting”, ossia una temporanea velatura biancastra che compare sulla zona trattata e tende a scomparire nel giro di circa 20 minuti. Successivamente possono manifestarsi un lieve gonfiore (edema) e un arrossamento passeggero.
Il fascio laser agisce selettivamente sui pigmenti del tatuaggio, generando un’onda di pressione termica che frantuma il colore intradermico in particelle microscopiche. Questi frammenti vengono poi progressivamente eliminati dal sistema linfatico.
Nel corso delle settimane seguenti il tatuaggio diventa sempre meno evidente, fino a svanire quasi completamente. Il trattamento, se correttamente eseguito, non lascia segni permanenti né cicatrici visibili.
Il trattamento non è doloroso. Il paziente potrebbe avvertire una sensazione di fastidio, una sorta di “colpo elastico” sulla pelle, di solito molto sopportabile. Spesso il freddo o l’applicazione di un anestetico locale, se necessario, è sufficiente per attenuare l’effetto.
Il paziente che desidera sottoporsi al trattamento deve evitare l’esposizione ai raggi solari o l’utilizzo di lampade abbronzanti per almeno un mese prima della seduta.
Prima di iniziare il trattamento è fondamentale una valutazione da parte di un Medico Specialista, che esamina le caratteristiche del tatuaggio e individua la tecnica più indicata per la sua rimozione. In linea generale, è possibile trattare tatuaggi di qualsiasi colore.
Nella maggior parte dei casi sono necessari più appuntamenti per ottenere un risultato ottimale. Il numero di sedute (generalmente tra 4 e 10) viene stabilito in base a fattori come dimensioni, localizzazione, tipologia e quantità di pigmento, nonché età e intensità del colore.