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Ecografia transvaginale con valutazione IOTA

Esami ecografici transvaginali mirati alla valutazione delle masse pelviche

Il carcinoma dell’ovaio rappresenta la forma di neoplasia dell’apparato riproduttivo femminile con maggior incidenza di mortalità, è la quinta causa di morte per cancro delle donne ed è tra le patologie oncologiche di diagnosi più difficile.

A causa della scarsa ed aspecifica sintomatologia nelle fasi iniziali, nel 70% dei casi il tumore viene diagnosticato in stadio già avanzato quando le possibilità di guarigione sono ormai compromesse. Attualmente la diagnosi è basata primariamente sull’esame clinico, sull’ecografia transvaginale e sulla determinazione della concentrazione sierica dell’antigene carboidratico 125 (Ca125). Tuttavia, i livelli sierici di questo marcatore possono risultare elevati anche in situazioni fisiologiche, in patologie non tumorali ed in altre neoplasie. Refertazione dell’ecografia transvaginale per le masse annessiali secondo la terminologia IOTA.

L’ecografia transvaginale è il primo strumento utilizzato nella conferma di un sospetto diagnostico della presenza di una massa pelvica alla visita ginecologica. Essa può dare ottimi risultati: ha una sensibilità superiore al 90% se l’esame è eseguito da un operatore esperto.

Pur sapendo che NON esiste un test per la prevenzione secondaria del tumore ovarico, come succede invece per il tumore del collo dell’utero (pap-test), quando si evidenzia, con la visita ginecologica oppure con l’ecografia una massa ovarica, è fondamentale eseguire una ecografia transvaginale specifica al fine di classificarla come più probabilmente benigna o più probabilmente maligna per poter decidere il successivo programma assistenziale.

L’ecografia transvaginale, eseguita secondo criteri ben definiti (è stato scelto di utilizzare i criteri IOTA - International Ovarian Tumor Analysis in quanto ampiamente validati nella pratica clinica da studi nazionali ed internazionali ed anche dalla nostra esperienza a Torino) consente non solo di confermare il sospetto clinico oppure porre diagnosi della presenza di una massa, ma anche di stimarne la benignità/malignità attraverso la valutazione di alcuni parametri.

DOSAGGIO DELLA GLICOPROTEINA EH4
Il dosaggio della glicoproteina 4 dell’epididimo umano (EH4) rappresenta un ausilio nella diagnosi poiché essa ha spesso un valore elevato nel carcinoma epiteliale ovarico ed è presente in circa il 30% dei tumori negativi per Ca125. Il nuovo marcatore presenta un’elevata specificità poiché i suoi livelli non aumentano in presenza di cisti o masse ovariche benigne e la sua sensibilità è superiore a quella del Ca125 anche negli stadi precoci della malattia.

L’utilizzo appropriato di tale marcatore ha però significato soltanto se inquadrato in un ambito più ampio che comprenda come elemento di discriminazione primaria il ricorso all’indagine ecografica e l’eventuale dosaggio del Ca125.

Dal 1 aprile 2015 è possibile eseguire il dosaggio del nuovo marcatore EH4 dei tumori ovarici c/o il Laboratorio Baldi Riberi dell’AOU Città della Salute di Torino. La richiesta di tale dosaggio deve essere accompagnata da un modulo in cui sono richiesti i dati ecografici e quindi l’ecografia deve essere eseguita e refertata secondo modalità ben definite. Si è scelto di utilizzare i criteri IOTA (International Ovarian Tumor Analys).

Presso l’Istituto Cidimu è possibile effettuare sia gli esami ecografici eseguiti e refertati secondo i criteri IOTA, sia il dosaggio del marcatore EH4 in convenzione con il Laboratorio dell’AOU Città della Salute di Torino.
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