20 NOVEMBRE 2019
Pubblicato da GRUPPO CIDIMU

Dr.ssa E. Viora

Incompatibilità fra il gruppo sanguigno materno e quello del feto.

Con questo termine si comprendono tutte le conseguenze della incompatibilità fra il gruppo sanguigno della madre e quello del feto. La gran parte di questa patologia è dovuta alla incompatibilità del fattore Rh.

In genere ľ85% degli individui è Rh positivo (cioè ha il fattore Rh) e il 15% è Rh negativo (cioè non ha il fattore Rh sulla superficie dei globuli rossi).

Ľincompatibilità fra madre e feto si verifica solo quando la mamma è Rh negativa ed il bambino è Rh positivo. Un bambino Rh positivo può nascere solo se almeno uno dei genitori è Rh positivo, ne consegue che sono a rischio solo le gravidanze in cui la mamma è Rh negativa ed il padre è Rh positivo. In questi casi possono verificarsi dei problemi al bambino in quanto la madre produce degli anticorpi che vanno a distruggere i globuli rossi del feto, se questo è Rh positivo.

Non sempre il bambino è Rh positivo e questo dipende dalla costituzione genetica del padre:

se il padre è omozigote per il fattore Rh, cioè tutti e due i suoi cromosomi contengono il fattore Rh, possono nascere solo figli Rh positivi (e quindi tutte le gravidanze sono a rischio)

se il padre è eterozigote per il fattore Rh
, cioè ha su un cromosoma il fattore Rh e sulľaltro non è presente, il 50% dei figli sarà Rh positivo ed il 50% sarà Rh negativo.

È possibile prevenire questa malattia facendo la profilassi dopo ogni aborto/parto o evento a rischio (gravidanza extrauterina, amniocentesi, prelievo di villi coriali ecc.) ed a 28 settimane di gravidanza a tutte le donne RH negative e comunque a 28 settimane.

In effetti dal 1978 in poi questa malattia è diventata sempre più rara proprio perché è stata fatta a tutte le donne (durante la gravidanza e dopo il parto/aborto) questa profilassi: si tratta di una iniezione intramuscolare che contiene degli anticorpi contro il fattore Rh. In questo modo vengono distrutti gli eventuali globuli rossi fetali che si trovano nel sangue materno e si evita la produzione da parte della madre di anticorpi che verrebbero poi prodotti per tutto il resto della vita.

Se questa profilassi non viene attuata o non funziona (sono descritti rari casi di alloimmunizzazione verso altri fattori come il Kell ecc.), quasi sempre durante la prima gravidanza non succede nulla, ma durante il parto (o ľaborto) può esserci un passaggio di globuli rossi del bambino alla madre ed in questo modo la madre inizia a produrre anticorpi anti- fattore Rh (meglio anti-D). Alla seconda gravidanza, questi anticorpi sono presenti in piccola quantità nel sangue materno ed in genere non provocano danni gravi al bambino, ma già vi possono essere dei problemi.
Alla terza gravidanza gli anticorpi sono presenti in maggiore quantità e possono provocare danni molto gravi fino alla morte del feto in utero.

La gravità dei danni fetali peggiora con ľaumentare del numero di gravidanze.

I danni fetali dipendono dagli anticorpi anti-D che, dopo essere stati prodotti dalla madre, passano nel circolo fetale e distruggono i globuli rossi del feto provocando anemia fetale che può essere di gravità diversa con conseguenze graduali che vanno (come nelľadulto) dal pallore con ittero fino alla morte.

Nei casi in cui si verifica una alloimmunizzazione durante la gravidanza è possibile seguire attentamente il feto in modo da cogliere i primi segni di sofferenza ed evitare le conseguenze più gravi.

Il monitoraggio delle condizioni fetali viene effettuato sia mediante la ricerca ed il dosaggio degli anticorpi nel sangue materno (test di Coombs) sia mediante esami ecografici particolari che ricercano i segni di anemia fetale.

In caso di sospetta anemia fetale, è possibile:

  • anticipare il parto, se ľepoca di gravidanza è abbastanza avanzata, ed il neonato verrà poi curato dopo la nascita
  • effettuare una trasfusione di sangue al feto, in modo da migliorare le condizioni del feto e permettergli di arrivare ad un epoca di gravidanza più avanzata in cui sia possibile espletare il parto

È estremamente importante che tutte le donne Rh negative vengano seguite attentamente durante la gravidanza (sia che termini con il parto che con ľaborto) per evitare possibili danni al bambino nelle gravidanze successive.