29 LUGLIO 2021
Pubblicato da GRUPPO CIDIMU

Dr. Luigi Stancati

Epidemiologia
La Fibrillazione Atriale è il più frequente disturbo aritmico interessando ľ1-2% della popolazione con percentuali che aumentano con ľaumento delľetà.

Definizione
Battito cardiaco accelerato e irregolare.

Cause Cardiache: alterazioni valvolari, malattie cardiache congenite, scompenso cardiaco, ipertensione arteriosa, infezioni cardiache, malattia ischemica (angina di petto, infarto), embolia polmonare.

Extracardiache: ipertiroidismo, ernia iatale, apnee notturne, sostanze stupefacenti, caffeina, ingestione acuta di alcol etc.

Tipi di Fibrillazione Atriale
– Parossistica: aritmia ad esordio e a cessazione (spontanea), improvvisa.
– Persistente che necessita di terapia (farmacologica e/o cardioversione elettrica) per ripristinare il normale ritmo cardiaco.
– Cronica che data da mesi o anni e che sia i farmaci antiaritmici che la cardioversione elettrica sono stati inefficaci.

Diagnosi: attraverso (auscultazione cardiaca) ECG. Holter Cardiaco.

Sintomi: palpitazioni, dispnea (affanno respiratorio), stanchezza.

Terapia: antiaritmici, anticoagulanti, cardioversione elettrica, ablazione con cateteri transvenosi delle cellule che determinano la F.A.

Fisiopatologia della F.A.
Il cuore, essendo un muscolo, ha come attività fondamentale quella di contrarsi. Con la contrazione del cuore il sangue viene spinto nelle arterie e da qui distribuito a tutto il corpo, per poi ritornare attraverso le vene al cuore.

Questa funzione di “pompa” è però preceduta da un’attività elettrica. Il muscolo cardiaco ha infatti la capacità di produrre spontaneamente un impulso elettrico. La prima sorgente di impulsi si trova nelľatrio destro (gli atri sono due “camere” separate tra loro e unite ai rispettivi ventricoli destro e sinistro). La corrente elettrica che ne deriva (al pari di una minima scarica elettrica) raggiunge tutte le fibre muscolari cardiache, dapprima quelle atriali che sono più vicine e poi quelle dei ventricoli. Si ha dunque una prima attivazione-contrazione degli atri e dopo 0.12 sec circa quella dei ventricoli. Se tutto funzione perfettamente si ha un ritmo regolare che è quello che percepiamo sentendo il battito al polso.

Se il sistema elettrico, per varie cause (in precedenza elencate), viene alterato insorgono le aritmie, cioè la perdita di un ritmo cardiaco regolare.

La fibrillazione atriale è un tipo di aritmia determinata da una produzione caotica di impulsi elettrici a livello degli atri con conseguente perdita di una contrazione sinergica delle due fibre muscolari.

La mancata contrazione sinergica degli atri causa un rallentato svuotamento del sangue che può dare origine alla formazione dei coaguli (trombi al loro interno).

Se da questi trombi si staccano piccoli frammenti si vengono a creare emboli che immessi nella circolazione del sangue possono raggiungere qualsiasi parte del corpo. Più pericolosi per i danni irreversibili sono gli emboli che raggiungono il cervello (noti come TIA: ossia episodi ischemici transitori). Spesso si tratta di piccoli emboli che determinano inizialmente un quadro molto blando quasi trascurabile (rallentamento ideativo e/o mnemonico, del tipo: “dove ho lasciato l’auto? “ “sono andato in cucina e non so perché, etc”), ma che, se ripetuti, possono avere come esito finale un quadro non distinguibile dalla demenza senile (una demenza quindi non degenerativa ma ischemica). Se ľembolo che si stacca dal trombo atriale è di dimensioni maggiori si ha il cosiddetto ictus ischemico cerebrale con possibili danni irreparabili della parola, della vista o della motilità in relazione alla sede cerebrale colpita.

Conclusioni
Per limitare il rischio di tali eventi i cardiologi, dopo anni di incertezze terapeutiche, hanno concordemente stabilita che la terapia deve essere indirizzata a:
– ristabilire più presto possibile il ritmo normale;
– mantenerlo il più a lungo possibile (utilizzando tutti gli attuali sussidi terapeutici sia farmacologici che strumentali), adottando contemporaneamente una terapia anticoagulante o chirurgica interventistica (chiusura delľauricola) atta a prevenire eventuale formazione di trombi atriali.

Agendo così si potranno ridurre in modo significativo un numero rilevante di pazienti che altrimenti continuerebbero ad essere diagnosticati come dementi senili.